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Nuovo capitolo sulle scie chimiche che si aggiunge ai già numerosi precedenti.
Ho voluto segnalarvi questo articolo di Zret perchè si tratta di un altro "complemento" molto interessante.
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I Premier dei paesi dell’Unione Europea, cioè l’Unione oligarchica dei banchieri, sono impegnati a promuovere cibi geneticamente modificati e stanno preparando una campagna mediatica senza precedenti per diffondere culturalmente e colturalmente questi cibi in tutto il continente!
A rivelarlo è il quotidiano britannico Independent on Sunday, che ha pubblicato i verbali di una serie di incontri segreti tra i 27 rappresentanti dei governi.
Tali documenti dimostrano una serie di programmi per accelerare l’introduzione e l’accettazione degli OGM.
La stragrande maggioranza dei consumatori non vuole gli OGM, ma le lobbies agrosementiere (leggi lobbies del farmaco) si stanno prodigando per “servircele” in tavola.
Spendono miliardi di euro ogni anno per esperimenti sul campo e in laboratorio; milioni per corrompere funzionari e controllori; i soldi li usano anche per distruggere prestigiose carriere di tutti gli scienziati dissidenti, e pagare parcelle stratosferiche a famosi testimonial, ecc.
Perché darsi così da fare? Qual è il vero scopo?
Perché spendono e spandono per un prodotto che nessuno vuole?
Le miliardarie agenzie di P.R., pubbliche relazioni, vogliono farci credere che lo scopo è quello di sfamare i paesi poveri, sempre più alle prese con problematiche alimentari. Chi avrebbe il coraggio di denunciare cibi dagli scopi umanitari?
Vogliono anche farci credere che gli OGM forniranno in futuro farmaci anticancro direttamente nel piatto. Chi avrà il coraggio di denunciare cibi che ridurranno la moria di tumori?
Alla prima domanda si risponde velocemente: i paesi del terzo mondo vengono mantenuti artificialmente allo stato brado da secoli, dissanguati da guerre e genocidi (tutti finanziati dall’umanitario Occidente) per motivi geostrategici ed economici. Quindi gli OGM destinati a loro sono un insulto alla loro e alla nostra intelligenza! Ma vedremo che c’è dell’altro…
L'altra cosa da sapere è che gli OGM necessitano di particolari pesticidi, tutti brevettati dalle stesse lobbies delle sementi, che impoveriranno ulteriormente i già poveri contadini. Per non parlare dei semi transgenici detti “Terminator” (Monsanto-Pfizer), che sono programmati a morire dopo il raccolto, costringendo gli agricoltori a ricomperare ogni anno i semi e a pagare le royalty.
Esattamente quello che si sta verificando nell’Iraq “liberato”. I contadini iracheni stanno morendo non solo a causa delle radiazioni nucleari rilasciate nel terreno dalle armi non convenzionali usate dall’esercito statunitense, ma anche dalle restrizioni economiche provocate dai diritti che devono alla Monsanto. Nessuno ha il coraggio di denunciare questo ulteriore crimine, non di guerra, ma di pace!
Prima di rispondere alla domanda sull’utilizzo degli OGM per produrre farmaci è necessario capire perché rappresentano un pericolo per la società.
Per questo lavoro mi baserò sul recentissimo libro di Arpad Pusztai ("La sicurezza degli Ogm"), eminente studioso e autorità mondiale della biochimica, scritto assieme alla moglie, Susan Bardocz, biochimica e farmacologa.
La sua vicenda è emblematica ma esemplare: da santo difensore “molto entusiasta” - per usare le sue parole - della modificazione genetica si è trasformato in diavolo da sconfiggere e annientare con ogni mezzo.
Lo scienziato credeva in quello che stava sperimentando: ma cosa stava sperimentando?
Il suo primo errore è stato quello di “trovare” le prove che le patate geneticamente modificate che stava studiando, danneggiavano nei topi il sistema immunitario, il cervello, il fegato e i reni.
L’altro gravissimo errore, quello imperdonabile per il Sistema, è stato l’imprudenza di parlarne in televisione durante un programma. Sono cose che non si devono sapere!
Risultato immediato? Dopo quella intervista televisiva durata solo 180 secondi, cioè 3 minuti, la sua ricerca venne bloccata, il suo team sciolto, tutti i dati degli esperimenti confiscati e Arpad Pusztai costretto al prepensionamento dal prestigioso Rowett Research Institute di Aberdeen in Scozia. Stiamo parlando di uno massimi esperti mondiali di biochimica con circa 270 pubblicazioni scientifiche a suo nome.
Oggi come ieri, l’inquisizione non guarda in faccia nessuno.
Tutto questo per aver scoperto e dimostrato che l’alimentazione animale con piante geneticamente modificate provoca serissimi problemi alla salute.
Veniamo ora al tema centrale di questo articolo e cerchiamo di capire se gli alimenti transgenici possono essere un pericolo per la salute umana? Per quella degli animali abbiamo visto che lo sono.
L’handicap della modificazione genetica riguarda il determinismo genetico.
Ecco un esempio pratico:
“Quando venne modificato il tabacco affinché producesse un certo composto chimico, i ricercatori ottennero non il tabacco che si aspettavano, ma un altro tipo, che produceva un veleno non presente nella pianta naturale”.[1]
Questi errori, che accadono costantemente in genetica, sono gravissimi e dimostrano la nostra totale ignoranza nei meccanismi che governano i geni e il DNA. Ma l’uomo con il camice bianco, lo sciamano con le provette, si è sostituto a Dio nella manipolazione della Natura.
L’altro punto oscuro è l’incorporazione, cioè l’inserimento fisico dei transgeni nelle piante e/o animali. Uno dei metodi utilizzato si chiama “Metodo del Cannone”. La superficie di particelle di oro o tungsteno viene ricoperta di DNA in cui è presente il transgene. Queste particelle vengono accelerate e letteralmente “sparate” dentro la cellula.
Ma dove si vanno a collocare questi geni “sparati”? Nessuno lo sa con precisione, anche se biotecnologi si sgolano nel dire che si tratta di una metodologia sicura.
Il determinismo genetico
L’errore forse più grande si chiama “determinismo genetico”. Il punto di partenza della grande Scienza genetica è totalmente errato.
La teoria della genetica classica sostiene da decenni che ciascun gene determina un’unica proteina.
Quindi à UN GENE = UNA PROTEINA
Il discorso è semplicissimo.
Basandosi su questo assioma i genetisti ortodossi portano avanti la strampalata ipotesi di poter estrarre dal genoma di un dato organismo il gene che codifica una specifica proteina (per esempio la proteina del freddo in un pesce del Mare del Nord). Di impiantare questo gene in un altro organismo (pianta o animale che sia) per produrre la medesima proteina (fragola che resiste al freddo) che fabbricava nell’organismo donatore. Questo in via teorica, ma nella realtà non è assolutamente così!
Nell’uomo si conoscono circa 100 mila proteine diverse, per cui i genetisti si aspettavano di trovare 100 mila geni (1 gene = 1 proteina). Ma quando l’enorme e dispendioso lavoro (miliardi di dollari) di mappatura genetica - chiamato Progetto Genoma Umano - è stato terminato, si sono contati solo 30 mila geni!
[ 30.000 GENI ≠ 100.000 PROTEINE ]
???
Questo significa, con il rammarico della genetica e la soddisfazione dell’epigenetica, che ogni gene può codificare diverse proteine e non una sola.
[ 1 GENE à (codifica) 1,2 o anche 3 PROTEINE ]
Un tale numero di geni, non riusciva a spiegare, in base al fallimentare determinismo genetico classico, l’esistenza di tante proteine.
Prima abbiamo parlato dell’incorporazione, ma anche quando il gene entra nel genoma di una cellula ricevente, possono verificarsi dei cambiamenti drastici e pericolosi. Il docente dell’Istituto di Patologia molecolare londinese, Michael Antoniou avverte che la tecnica d’inserimento geni: «…può trasformare il genoma dell’organismo ricevente, con conseguenze che non possono essere calcolate a priori»[2]
Perfino Marcia Vincent, portavoce della Monsanto Corp. riconosce la possibilità che si verifichi una riorganizzazione genetica intorno al punto d’inserimento del gene estraneo o esogeno.
Con le attuali conoscenze è impossibile predire dove andrà a collocarsi il gene esogeno del genoma dell’organismo che lo riceverà. Il punto cruciale è che a seconda del punto esatto di inserimento il transgene può causare errori nel funzionamento di numerosi altri geni!
Ecco l’indeterminismo della genetica.
In pratica la genetica molecolare è lontana anni luce da quella che si può definire vera e propria Scienza, ma nonostante questo, si continua a parlare di OGM, di organismi transgenici e dei loro benefici per l’umanità e la salute umana.
Malattie tumorali e altre malattie
Il Promotore del virus del mosaico del cavolfiore, la cui sigla è CaMV 35S, è un virus usato dai genetisti per via della sua capacità di indurre la cellula a produrre infinite copie di se stessa e del frammento di DNA inserito nel suo genoma, modificando così le istruzioni originali della cellula.
Nelle cellule endoteliali, il CaMV 35S può riattivare non soltanto geni virali e latenti, ma anche altri geni.
In parole semplici: sapete quali implicazioni ha tutto ciò?
Secondo il patologo dell’Università di Aberdeen, Stanley Ewen, nell’intestino umano i transgeni possono causare uno sviluppo incontrollabile il quale, alla lunga, potrebbe condurre allo sviluppo del tumore al colon.[3]
Oggi i biotecnologi per produrre le piante GM utilizzano spesso proprio il promotore CaMV 35S…
Si parla tanto di pomodori transgenici anticancro e qualcuno denuncia che gli stessi transgeni possono indurre il cancro? C’è qualcosa che non torna
Ma allora cosa succede quando mangiamo piante GM?
«Sappiamo da tempo – c’illumina il Veronesi - che il cibo è responsabile di un’ampia quota di tumori e che alcuni alimenti come frutta e verdura hanno un valore protettivo»[6]
Verissimo, lo diceva oltre 2500 anni fa il Padre della medicina moderna: Ippocrate di Cos.
Padre che molti medici oggi hanno rinnegato.
«In futuro – continua l’Umberto - la conoscenza del genoma delle piante ci permetterà di individuare meglio veri cibi anti cancro. La genetica applicata alla produzione alimentare è una delle aree in cui la ricerca scientifica può migliorare la nostra vita. È uno degli strumenti offerti dalla conoscenza del Dna e con cui possiamo combattere le grandi piaghe del pianeta: fame, malattie tumorali o cardiache».
Siccome la mappatura del genoma umano è stata un totale fallimento della genetica classica - forse uno dei più bei autogol mai visti - oggi stanno dirottando la ricerca, i nostri soldi, alla scoperta del genoma delle piante. Il tutto ovviamente per il nostro bene e il nostro palato.
Lo ricorda benissimo Veronesi: con “la genetica applicata alla produzione alimentare (…) possiamo sconfiggere: fame, malattie tumorali o cardiache”. Chi avrà il coraggio di mettere i bastoni tra le ruote a simili ricerche?
Perché allora gli OGM?
Lo scienziato Arpad Pusztai ha dimostrato in maniera inconfutabile che gli OGM fanno ammalare gli animali in maniera molto grave. E nell’uomo?
Come mai sono stati tolti dal commercio prodotti che ricerche in laboratorio hanno dimostrato essere pericolosi, mentre gli OGM ce li vogliono far mangiare anche contro la nostra volontà?
Forse vogliono farci ammalare?
Abbiamo visto che il DNA transgenico è in grado di superare la barriera gastrica e di giungere nell’intestino, dove mescolandosi con i batteri che vivono al nostro interno, potrebbe indurre proprio quel cancro che i pomodori viola dovrebbero prevenire o curare!
Le persone ammalate o sempre malaticce, dipendenti da medici e farmaci di qualsiasi genere e sorta, non sono veramente libere, e quindi facilmente manipolabili e controllabili, rispetto ad una persona totalmente sana e forte.
Gli oncologi vedono di buon occhio gli alimenti transgenici: i cibi anticancro.
Se questi cibi effettivamente riducessero il cancro che lavoro andranno a fare gli oncologi?
Un Umberto Veronesi o un Umberto Tirelli e le loro rispettive istituzioni miliardarie (l’Istituto europeo di oncologia di Milano e l’Istituto di oncologia di Aviano) cosa faranno se il cancro, domani, grazie al pomodoro viola, sparisse?
Solo le coscienze di coloro che propagandano mediaticamente certa spazzatura alimentare lo sanno.
Dico forse!
E’ sottinteso che non può esistere un cibo anticancro (questo gli esperti non possono non saperlo), perché il cancro è un disagio che comprende tutto l’Essere umano nella sua completezza e interezza.
Non solo il corpo fisico, perché se fosse solo così, invece dell’assurdo quanto ridicolo pomodoro viola basterebbe aumentare la dose di Vitamina C (acido ascorbico) o di frutta fresca di stagione.
Perché gli oncologi invece di consigliare gli antiossidanti contenuti in un pomodoro creato in laboratorio, con tutti i rischi che la manipolazione genetica comporta, non consigliano dosi quotidiane di Vitamina C (acido ascorbico) o di Sodio Ascorbato o di Ascorbato di Potassio?
Forse perché i risultati non tarderebbero a manifestarsi?
La fine della scienza
Quando si accorgeranno che anche la mappatura del genoma delle piante condurrà nel medesimo binario morto, dirotteranno i nostri soldi e la ricerca (tanto le persone non si ricorderanno) verso lo studio, che ne so, del “Riccio di mare”. Perché, dovete sapere, che il riccio è immune dal cancro.
I grandi geni, allora, partoriranno in provetta il primo “pomodoro spinato”, che se ti punge mentre lo lavi, ben venga, perché i suoi aculei inietteranno nel sangue una sostanza anti-tumorale...
A quel punto partiranno le campagne di PR con il loro prezzolati testimonial, cioè quei personaggi illustri e altamente considerati dalle masse (scienziati, oncologi, uomini dello spettacolo, ecc.) pagati profumatamente per andare in televisione a decantare le proprietà curative del “pomoricci” o a farsi fotografare mentre lo mangiano, o mentre si puliscono in denti a fine pranzo con uno degli aculei.
Quando verrà scoperto che il “pomoricci” è l’ennesima bufala mediatica creata ad arte dalle lobbies per occupare il cervello delle persone e distogliere l’attenzione dal problema vero (il cancro), se ne inventeranno un altro, e un altro ancora.
La storia lo insegna alla perfezione, e nel frattempo, le persone continuano a morire…e continuano a sperare nel medicamento o nell’ortaggio miracolosi.
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Fonte: www.disinformazione.it
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Rimanendo in tema con l'ultimo post vi segnalo un altro jolly da poter giocare questa volta con i telefonini della Nokia con sistema operativo Symbian.
Si tratta di un sistema per poter poi personalizzare il vostro telefonino a piacimento!
Vuoi render il tuo telefono il più originale possibile?! Vuoi avere libero accesso a tutte le cartelle ed esser libero di installare ciò che vuoi sul tuo terminale?!
Bene, segui la guida qui sotto, “hackera” il tuo Nokia e tutto ciò che desideri dal tuo Nokia, lo avrai!!
Per eseguire un buon hack del proprio telefono, occorre munirsi inizialmente di un piccolo programmino e di un pò di tempo libero!! Passiamo al dunque ora..
Scaricate Drakkarious, la patch più semplice che con un unica installazione, munisce il proprio telefono dei software che occorrono. Una volta scaricata la patch, installate il file che vi occorre (a seconda della versione del symbian che utilizzate) ma ricordatevi di portare la data indietro al 15/05/2007 !!
Al termine dell’installazione, la patch avrà aggiunto tra le applicazioni del vostro smartphone 4 programmi:
RICORDATE: La data deve esser modificata al 15/05/2007 altrimenti non riuscirete ad installare la patch Drakkarious!!!
CapsON e CapsOFF servono per attivare o meno le protezioni!! Ovviamente, CapsOFF serve per toglierle mentre CapsON per rimetterle!! NON è necessario attivare e disattivare tutte le volte che si vuole installare un applicazione sul proprio symbian, ma nel caso di un mal funzionamento, provate a disattivare i caps!!
Telefoni supportati per l’hack:
Pre-FP1 | FP1 | FP2 |
Nokia N77 | Nokia 6124 Classic Nokia N82 Nokia N95-3 NAM Nokia E51 Nokia N95 8GB Nokia N81 | Nokia 5320 XPressMusic |
Cellulari specifici | ||
Nokia 3250 v4.14 |
!!! Un enorme grazie, va ai creatori e scopritori di questi hack !!!
“Olti, BinPda, Leftup, FCA00000 e Drakkarious “
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E' partita all'inizio di luglio la vendita del nuovo IPhone 3G della Apple.
A parte le lunghe e, a mio avviso, ridicole file di persone che si sono formate fuori dai negozi per accaparrarsi l'oggetto del desiderio ( stile giapponesi quando esce un nuovo videogame ), la parte più "scandalosa" di tutta la vicenda sono i prezzi davvero alti rispetto ad altri paesi europei senza andare a vedere la solita america.
Qui in Italia le vendite sono capitanate da Tim e Vodafone che vendono l'IPhone in bundle con vari tipi di abbonamento. Oltre ad essere costosetti potrei non essere interessato ad un'altra sim con un altro numero. La risposta potrebbe essere: comprati solo il telefonino "sganciato" da tutti gli abbonamenti di Tim e Vodafone.
Già, peccato che solo l'IPhone costa 499 euro la versione da 8Gb e 469 euro quella da 16Gb, ammesso di trovarlo! Resta comunque il fatto che la Apple vende i suoi telefonini bloccati. In pratica funzionano solo con la sim per la quale sono stati predisposti ed inoltre le uniche applicazioni che si possono caricare sono quelle ufficiali Apple.
Entra in gioco a questo punto Zibri.
Chi è Zibri?
E' un hacker italiano che è riuscito a sbloccare l'IPhone in modo da poterlo utilizzare con tutte le sim. Grazie ad un programma da lui sviluppato è possibile crackare il telefonino in 4 minuti mandando così all'aria tutti gli accordi commerciali che Steve Jobs della Apple aveva stretto con le varie compagnie telefoniche.
Il software disponibile sul suo sito è GRATUITO ed OPEN SOURCE ed è doveroso ricordare che Zibri non ha fatto nulla di illegale in quanto c'è un "cavillo" legale che lo scagiona.
Seconda il settimanale Business Week il Digital Millenium Copyright Act è una legge degli Stati Uniti che rende illegali la produzione e la divulgazione di tecnologie che violano apparecchi coperti da copyright. In questo caso Zibri non avrebbe scampo se non fosse per un'unica eccezione: esiste un'esenzione per lo sblocco dei cellulari in quanto ritenuta una manovra commerciale a danno degli utenti. La legge è stata approvata l’8 ottobre 1998, quando Bill Clinton era presidente. A 3 anni di distanza (il 22 maggio 2001) l’Unione Europea ha approvato una norma sul copyright simile a quella americana.
Il sito di Zibri dal quale è possibile scaricare gratuitamente lo Ziphone è: http://it.ziphone.org/
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Ieri è stato il 7° anniversario della tragedia dell'11 settembre 2001.
Riporto quello che leggerete qui sotto per NON DIMENTICARE CHI GOVERNA E QUALI SONO GLI OBIETTIVI.
Non esiste ancora una versione ufficiale degli attentati dell'11 settembre 2001. Nessuna indagine giudiziaria aperta sugli attentati stessi, né inchieste parlamentari. Al massimo si dispone d’una versione governativa chiarita da un rapporto reso da una commissione presidenziale. Il professore David Ray Griffin, che ha dedicato un lavoro di riferimento allo studio di questa relazione, vi ha rilevato 115 menzogne di cui elabora qui l'elenco. Per ogni menzogna, ci si riferirà alle analisi del professore David Ray Griffin nel proprio lavoro “Omissioni e distorsioni della Commissione d'indagine sull'11/9”. Le cifre tra parentesi rinviano alle pagine del libro nella sua edizione originale americana.
1. L'omissione delle testimonianze che almeno sei dei presunti pirati dell’aria (tra cui Waleed Al-Shehri, che la Commissione accusa d’aver pugnalato un'hostess del volo UA11 prima che quest'ultimo centrasse la torre Nord del World Trade Center) sono ancora vivi (19-20).
2. L'omissione delle prove che riguardano Mohamed Atta (come la sua passione per l'alcool, il maiale e le danze erotiche private - lap dances) in contraddizione con le dichiarazioni della Commissione secondo le quali era diventato un fanatico religioso (20-21).
3. La confusione volontariamente creata attorno alle prove che Hani Hanjour era un pilota troppo incompetente per portare un aereo di linea a schiantarsi sul Pentagono (21-22).
4. L'omissione del fatto che gli elenchi dei passeggeri resi pubblici non contenevano alcun nome arabo (23).
5. L'omissione del fatto che nessun incendio ha mai causato il crollo totale d’un edificio a struttura d'acciaio, né prima né dopo l'11 settembre (25).
6. L'omissione del fatto che gli incendi delle Torri non sono stati né estremamente ampi, né particolarmente intensi, né molto lunghi in raffronto con altri incendi in grattacieli (di strutture) simili, i quali non sono mai crollati (25-26).
7. L'omissione del fatto che, stando all'ipotesi che i crolli sarebbero stati causati da incendi, la Torre Sud, colpita più tardi della Nord ed in preda a fiamme d'intensità inferiore, non sarebbe dovuta crollare per prima (26).
8. L'omissione del fatto che l'edificio n°7 del WTC (non toccato da alcun aereo e che non fu il teatro che di piccoli incendi locali) è completamente crollato, un evento che l'Agenzia Federale per il trattamento delle situazioni d’Emergenza (FEMA) ha riconosciuto di non potere spiegare (26).
9. L'omissione del fatto che il crollo delle Torri Gemelle (e dell'edificio n°7) presenta almeno 10 caratteristiche d’una demolizione controllata (26-27).
10. L'asserzione che il cuore della struttura delle Torri Gemelle era “un pozzo d’acciaio vuoto”, una dichiarazione che nega la presenza di 47 colonne massicce d’acciaio che costituivano effettivamente il cuore di ogni torre e che, secondo la teoria del pancake, esplicativa dei crolli, avrebbero dovuto rimanere alzate verso il cielo su numerose decine di metri (27-28).
11. L'omissione della dichiarazione di Larry Silverstein (il proprietario del WTC, affittuario per 99 anni) secondo il quale decise, in accordo con i vigili del fuoco, “di demolire” (to “pull”, gergo tecnico) l'edificio n°7 (28).
12. L'omissione del fatto che l'acciaio degli edifici del WTC fu rapidamente rimosso della scena del crimine ed imbarcato su navi a destinazione ignote PRIMA che potesse essere analizzato per individuare tracce d'esplosivo (30).
13. L'omissione del fatto che essendo l'edificio n°7 stato evacuato prima del suo crollo, la ragione ufficiale invocata per la rimozione immediata dell'acciaio (e cioè che alcune persone potessero essere ancora vive sotto i resti) non aveva alcun senso in questo caso preciso (30).
14. L'omissione della dichiarazione del sindaco R. Giuliani secondo la quale era stato previsto che il WTC sarebbe crollato (30-31).
15. L'omissione del fatto che Marvin Bush, il fratello del Presidente, ed il suo cugino Wirt Walker III erano due direttori della società incaricata della sicurezza del WTC (31-32).
16. L'omissione del fatto che l’ala Ovest del Pentagono (quella effettivamente colpita) era la meno suscettibile d'essere obiettivo da parte di terroristi di al-Qaeda, per molte ragioni (33- 34).
17. L'omissione di qualsiasi discussione per stabilire se i danni sul Pentagono fossero compatibili con l'impatto d'un boeing 757 che si muove a molte centinaia di chilometri/ora (34).
18. L'omissione del fatto che la facciata dell'ala Ovest è crollata soltanto 30 minuti dopo l'impatto, ed anche che il foro appare ben troppo piccolo per un boeing 757 (34).
19. L'omissione di ogni prova contraddittoria sulla presenza o sull’assenza di resti visibili di un boeing 757 sia all'interno che all'esterno del Pentagono (34-36).
20. L'assenza di qualsiasi discussione per stabilire se il Pentagono disponesse di un sistema di difesa anti-missile capace d’abbattere un aereo di linea commerciale, benché la Commissione suggerisca che i terroristi di al-Qaeda non attaccarono una centrale nucleare sapendo che era difesa in quel modo (36).
21. L'omissione del fatto che le immagini di varie videocamere di sorveglianza (anche quelle della stazione di servizio di fronte al Pentagono, la cui pellicola fu confiscata dall'FBI immediatamente dopo l'impatto) potrebbero certamente dare una risposta a ciò che ha realmente colpito il Pentagono (37-38).
22. L'omissione del riferimento del ministro della difesa D. Rumsfeld ad “un missile (utilizzato) per danneggiare (il Pentagono)” (39).
23. L'approvazione della risposta completamente insoddisfacente alla domanda sul perché gli agenti dei servizi segreti permisero al Presidente Bush di restare nella scuola di Sarasota nel momento in cui, secondo la versione ufficiale, avrebbero dovuto presumere che un aereo deviato avrebbe potuto prendere la scuola come obiettivo (41-44).
24. La mancata risposta sul perché i servizi segreti non hanno poi chiesto la protezione di caccia per l'aereo presidenziale Air Force One (43-46).
25. Le dichiarazioni secondo le quali quando il corteo presidenziale arrivò alla scuola (di Sarasota), nessuno dell'assistenza sapeva che vari aerei erano stati deviati (47-48). 26. L'omissione della relazione secondo la quale il ministro della giustizia John Ashcroft fu informato d’evitare di prendere linee aeree commerciali l'11 settembre (50).
27. L'omissione della dichiarazione di David Schippers che, sulla base d’informazioni fornite da agenti dell'FBI a proposito di attacchi previsti nel Sud di Manhattan, aveva tentato invano di trasmettere quest'informazione al ministro della giustizia John Ashcroft durante le 6 settimane che precedettero l'11 settembre (51).
28. L'omissione di qualsiasi menzione del fatto che agenti dell'FBI avrebbero affermato avere avuto conoscenza degli obiettivi e delle date degli attacchi (terroristici) da molto tempo (51-52).
29. L'affermazione, che suppone la questione risolta, che il volume insolito degli acquisti d’options al ribasso entro l'11 settembre non implicano che gli acquirenti sapessero prima che gli attacchi si sarebbero prodotti. (52-57)
30. L'omissione delle relazioni secondo le quali il sindaco (di San Francisco) Willie Brown ed alcuni responsabili del Pentagono furono messi in guardia dal prendere aerei l'11 settembre (57).
31. L'omissione della relazione secondo la quale Osama bin Laden, che era già il criminale più ricercato degli Stati Uniti, fu trattato nel luglio 2001 da un medico americano all'ospedale americano di Dubai ed ha ricevuto la visita dell'agente locale della CIA (59).
32. L'omissione degli articoli che suggeriscono che dopo l'11 settembre, Osama bin Laden fu lasciato deliberatamente scappare (60).
33. L'omissione di relazioni, che includono quella sulla visita da parte del direttore dei servizi di intelligence sauditi a Osama bin Laden all'ospedale di Dubai, che sono in contraddizione con la versione ufficiale secondo la quale Osama fu disconosciuto dalla sua famiglia e dal suo paese (60-61).
34. L'omissione del resoconto di Gerald Posner sulla testimonianza di Abu Zubaydah, secondo la quale tre membri della famiglia reale saudita (che perirono tutti misteriosamente ad otto giorni di distanza) finanziavano al-Qaida ed erano al corrente anticipatamente degli attacchi dell'11 settembre (61-65).
35. La smentita da parte della Commissione d'aver trovato una prova del finanziamento di al-Qaida da parte dei Sauditi (65-68).
36. La smentita da parte della Commissione d'aver trovato una prova che del denaro della donna del principe Bandar, la principessa Haifa, andò ad agenti di al-Qaeda (69-70).
37. La smentita, ignorando semplicemente la distinzione tra voli privati e voli commerciali, che il volo privato che trasportava dei Sauditi da Tampa a Lexington il 13 settembre violava i regolamenti sullo spazio aereo in vigore in quella data (71-76).
38. La smentita che dei Sauditi furono autorizzati a lasciare il territorio degli Stati Uniti poco tempo dopo l'11 settembre senza essere stati oggetto d’una indagine adeguata (76-82).
39. L'omissione della prova che il principe Bandar ottenne un'autorizzazione speciale della Casa Bianca per i voli dei Sauditi (82-86).
40. L'omissione dell'affermazione di Coleen Rowley che responsabili al Quartier Generale dell'FBI avevano visto l'appunto di Phoenix dell’agente Kenneth Williams (89-90).
41. L'omissione del fatto che l’agente dell'FBI a Chicago Robert Wright afferma che il Quartier Generale dell'FBI chiuse la sua indagine su una cellula terroristica, quindi tentò di intimidirlo per impedirgli di pubblicare un libro su tale esperienza (91).
42. L'omissione della prova che l'FBI sabotò il tentativo di Coleen Rowley e di altri agenti (dell'FBI) di Minneapolis per ottenere un mandato per ricercare il mandante di Zacarias Moussaoui (91-94).
43. L'omissione delle tre ore e trenta di deposizione dinanzi alla Commissione da parte di Sibel Edmonds, ex traduttore alla FBI, deposizione che secondo una lettera resa pubblica da egli stesso ed indirizzata al Presidente (della Commissione) Kean, rivelava dissimulazioni serie da parte di responsabili dell'FBI, in relazione con l'11 settembre (94-101).
44. L'omissione del fatto che il generale Mahmoud Ahmad, il capo dell'ISI (i servizi di intelligence pakistani), si trovava a Washington una settimana prima dell'11 settembre, ed incontrò il direttore della CIA George Tenet ed alti responsabili statunitensi (103-04).
45. L'omissione della prova che Ahmad, il capo dell'ISI (i servizi di intelligence pakistani) aveva ordinato l'invio di $100,000 a Mohamed Atta prima dell'11 settembre (104- 07).
46. L'affermazione della Commissione che non trovò alcuna prova che un solo governo straniero, compreso il Pakistan, aveva finanziato agenti di al-Qaeda (106).
47. L'omissione della relazione secondo la quale l'Amministrazione Bush fece pressione sul Pakistan per allontanare Ahmad del suo posto di capo dell’ISI dopo la divulgazione dell'informazione secondo la quale aveva ordinato l’invio di denaro dell'ISI a Mohamed Atta (107-09).
48. L'omissione della prova che l'ISI (e non soltanto al-Qaida) era dietro l'assassinio di Ahmad Shah Massoud (il comandante dell'Alleanza del Nord in Afghanistan), che si produsse appena dopo una riunione che durò una settimana tra responsabili della CIA e dell'ISI (110-112).
49. L'omissione della prova che l'ISI è implicato nel sequestro e nell'omicidio di Daniel Pearl, giornalista al Wall Street Journal (113).
50. L'omissione della relazione di Gerald Posner secondo la quale Abu Zubaydah affermò che un ufficiale militare pakistano, Mushaf Ali Mir, avente legami stretti con l'ISI ed al-Qaeda era al corrente anticipatamente degli attacchi dell'11 settembre (114).
51. L'omissione della previsione fatta nel 1999 da Rajaa Gulum Abbas, un agente dell'ISI, che le Torri Gemelle “crolleranno” (114).
52. L'omissione del fatto che il Presidente Bush e membri della sua amministrazione evocarono varie volte gli attacchi dell'11 settembre come “opportunità” (116-17).
53. L'omissione del fatto che il progetto per il Nuovo Secolo Americano (PNAC, “Project for the New American Century”), i cui numerosi membri diventarono figure chiave dell'Amministrazione Bush, pubblicò un documento nel 2000 che dice che una “nuova Pearl Harbour” avrebbe facilitato l’obiettivo di fondo per una trasformazione tecnologica rapida dell’apparato militare americano (117-18).
54. L'omissione del fatto che Donald Rumsfeld, che era il presidente della commissione dell'US Space Command ed aveva raccomandato l'accrescimento del bilancio assegnato, utilizzò gli attacchi dell'11 settembre la sera stessa per ottenere tali crediti (119-22).
55. Il fatto non di citare che i tre uomini responsabili del compito di prevenire gli attacchi dell'11 settembre (il ministro Rumsfeld, il generale Richard Myers, ed il generale Ralph Eberhart) erano anche i tre principali promotori dell'US Space Command (122).
56. L'omissione del fatto che Unocal aveva dichiarato che i taliban non potevano garantire con sicurezza adeguata di cominciare la costruzione delle sue condutture (di petrolio e di gas) dal bacino del Caspio attraverso l'Afghanistan e il Pakistan (122-25).
57. L'omissione della relazione secondo la quale rappresentanti degli Stati Uniti dicessero in occasione di un incontro nel luglio 2001 che, poiché i taliban rifiutavano la loro proposta di sviluppare la costruzione d’un conduttura, una guerra contro loro sarebbe cominciata in ottobre (125-26).
58. L'omissione del fatto che nel suo libro pubblicato nel 1997 Zbigniew Brzezinski aveva scritto che per mantenere il loro primato globale, gli Stati Uniti avevano bisogno del controllo dell'Asia Centrale, con le sue vaste riserve di petrolio, e che una nuova Pearl Harbour sarebbe stata utile per ottenere l'adesione dell'opinione pubblica americana a questi scopi imperiali (127-28).
59. L'omissione del fatto che membri chiave dell'Amministrazione Bush, tra cui Donald Rumsfeld ed il suo delegato Paul Wolfowitz, spingevano a favore d’una nuova guerra contro l'Irak da numerosi anni (129-33).
60. L'omissione delle note delle conversazioni di Donald Rumsfeld l'11 settembre che mostravano come egli era determinato ad utilizzare gli attacchi come un pretesto per una guerra contro l'Irak (131-32).
61. L'omissione della dichiarazione contenuta nel Progetto per un Nuovo Secolo Americano che “la necessità di una presenza americana forte nel golfo va oltre l'argomento del regime di Saddam Hussein” (133-34).
62. L'affermazione che il protocollo del FAA (Federal aviation Agency) sull'11 settembre richiedeva un lungo processo per passare molte tappe nella catena di ordini, anche se la relazione ufficiale (della Commissione) cita prove contrarie (158).
63. L'affermazione che in quei giorni, solo due basi dell'aviazione militare nel settore del nord - Est del NORAD (centro di difesa aereospaziale del Nord America) avevano dei caccia in allerta e che in particolare non avevano aerei da combattimento in allerta a McGuire o a Andrews (159-162).
64. L'omissione del fatto che la base Andrews dell'aviazione militare USA aveva molti caccia in allarme in modo permanente (162-64).
65. L'accettazione della doppia dichiarazione che il Colonnello Marr del NEADS (North East air Defense Sector) doveva telefonare ad un superiore per ottenere il permesso d'inviare dei caccia da (la base) d'Otis e che questo richiese otto minuti (165-66).
66. L'approvazione dell'affermazione che la perdita del segnale del trasponder d’un aereo rende praticamente impossibile la sua localizzazione punto per punto con i radar dell'esercito americano (166- 67).
67. L'affermazione che l'intercettazione di Stewart Payne non mostrò che il tempo di risposta del NORAD al volo AA11 fu straordinariamente lento (167-69).
68. L'affermazione che i caccia della base d'Otis restarono inchiodati al suolo sette minuti dopo che avevano ricevuto l'ordine perchè non sapevano dove andare (174-75).
69. L'affermazione che l'esercito americano non era informato del dirottamento del volo UA175 prima delle 9:03, momento esatto in cui colpiva la Torre Sud del WTC (181-82).
70. L'omissione di qualsiasi spiegazione su (a) la ragione per la quale una relazione precedente del NORAD, secondo la quale la FAA aveva notificato ai militari il dirottamento del volo UA175 alle 8:43, era ora considerata come falso e (b) come questa relazione, se era falsa, ha potuto essere pubblicata ed in seguito essere lasciata non corretta per quasi tre anni (182).
71. L'affermazione che la FAA ha installato una teleconferenza solo a partire dalle 9:20 quella mattina (183).
72. L'omissione del fatto che un appunto di Laura Brown della FAA afferma che la teleconferenza fu stabilita circa alle 8:50 e riguardò in particolare il dirottamento del volo UA175 (183-84, 186).
73. L'affermazione che la teleconferenza della NMCC, (National Military Command Center) non cominciò prima delle 9:29 (186-88).
74. L'omissione, nell'affermazione della Commissione che il volo AA77 non fu deviato dalla sua rotta prima delle 8:54, del fatto che relazioni precedenti avevano annunciato 8:46 (189-90).
75. La mancanza di citazione che l'annuncio dello schianto d'un jet nel Kentucky, quasi nel momento in cui il volo AA77 scompariva del radar della FAA, fu preso sufficientemente seriamente dai responsabili del FAA e dell'unità del'anti-terrorismo dell'FBI da essere trasmesso alla Casa Bianca (190).
76. L'affermazione che il volo AA77 volò quasi 40 minuti nello spazio aereo americano in direzione di Washington senza essere individuato dai radar militari (191-92).
77. L’errore da spiegare, se la relazione precedente del NORAD secondo la quale fu notificato del volo AA77 alle 9:24 era “sbagliata”, come questa relazione erronea sia potuta nascere, e quindi sapere se i responsabili del NORAD hanno mentito o “furono confusi” per quasi tre anni (192-93).
78. L'affermazione che gli aerei da combattimento di Langley, di cui il NORAD aveva detto che furono spediti per intercettare il volo AA77, furono realmente dispiegati in risposta ad una relazione erronea della parte d'un dispositivo di controllo (non identificato) della FAA alle 9:21 che il volo AA11 era sempre in volo e si dirigeva verso Washington (193-99).
79. L'affermazione che i militari non furono contattati dalla FAA a proposito della deviazione probabile del volo AA77 prima che il Pentagono fosse colpito (204-12).
80. L'affermazione che Jane Garvey non si sia unita alla videoconferenza di Richard Clarke prima delle 9:40, vale a dire dopo che il Pentagono fosse colpito (210).
81. L'affermazione che nessuna delle teleconferenze riuscì a coordinare la FAA e le risposte dei soldati ai dirottamenti perchè “nessuna (teleconferenza) includeva i responsabili nell'ambito della FAA e del ministero della difesa”, benché Richard Clarke dica che la sua videoconferenza includeva il direttore del FAA Jane Garvey, il ministro della difesa Rumsfeld ed il generale Richard Myers, il capo delle forze militari provvisorie (211).
82. L'affermazione della Commissione che non sapeva chi, nell'ambito del ministero della difesa, partecipò alla videoconferenza con Richard Clarke mentre Clarke afferma nel suo libro che si trattava di Donald Rumsfeld e del generale Myers (211-212).
83. L'approvazione dell’affermazione del generale Myers che si trovava su Capitol Hill durante gli attacchi, senza citare il resoconto contraddittorio di Richard Clarke, secondo il quale Myers era al Pentagono e partecipava alla videoconferenza con Clarke (213-17).
84. La mancanza di citazione della contraddizione tra la testimonianza di Clarke sulla cronologia di Rumsfeld quella mattina e le dichiarazioni stesse di Rumsfeld (217-19).
85. L'omissione della testimonianza del ministro dei trasporti Norman Mineta, data alla Commissione stessa, che il vicepresidente Cheney e gli altri (persone presenti) nel sotterraneo erano informati alle 9:26 che un aereo si avvicinava al Pentagono (220).
86. L'affermazione che i responsabili del Pentagono non sapevano nulla d’un aereo in arrivo prima delle 9:32, 9:34, o 9:36, ed in tutti i casi soltanto alcuni minuti prima che l'edificio venisse colpito (223).
87. L'accettazione di due versioni contraddittorie sull'oggetto che colpì il Pentagono: una che riferisce una manovra a spirale a 330 gradi verso il basso (una “picchiata ad alta velocità”) ed un'altra nella quale non si fa menzione di questa manovra (222-23).
88. L'affermazione che gli aerei di caccia di Langley, che ricevettero l'ordine di decollare rapidamente per proteggere Washington contro il “volo fantasma AA11” non erano da nessuna parte nei pressi di Washington poichè furono inviati verso l'oceano per errore (223-24).
89. L'omissione di tutte le prove che suggeriscono che ciò che colpì il Pentagono non è stato il volo AA77 (224-25).
90. L'affermazione che i militari non furono informati dalla FAA del dirottamento del volo UA93 prima dello schianto (227-29, 232, 253).
91. La doppia dichiarazione che la NMCC non ha controllato la conferenza iniziata dalla FAA e dunque fu incapace di collegare la FAA alla teleconferenza iniziata dalla NMCC (230-31).
92. L'omissione del fatto che i servizi segreti sono capaci di sapere tutto ciò che sa la FAA (233).
93. L'omissione di qualsiasi indagine sulle ragioni per le quali la NMCC lanciò la sua teleconferenza, se, come Laura Brown della FAA ha detto, ciò non è previsto nel protocollo standard (234).
94. L'omissione di qualsiasi indagine sulle ragioni per le quali il generale Montague Winfield fu non soltanto sostituito da un “blu” (un esordiente), il capitano Leidig, come direttore delle operazioni del NMCC ma ancora costui è rimasto all'ordine quando fu chiaro che il Pentagono era davanti ad una crisi senza precedenti (235-36).
95. L'affermazione che la FAA notificò (in modo erroneo) i servizi segreti tra le 10:10 e 10:15 che il volo UA93 era ancora nel cielo e si dirigeva verso Washington (237).
96. L'affermazione che il vicepresidente Cheney non diede l'autorizzazione all'abbattimento se non dopo le 10:10 (molti minuti dopo che il volo UA93 si era schiantato) e che quest'autorizzazione non fu trasmessa prima delle 10:31 (237-41).
97. L'omissione di tutte le prove che segnalano che il volo UA93 fu abbattuto da un aereo militare (238-39, 252-53).
98. L'affermazione che Richard Clarke non ricevette la domanda d’autorizzazione al fuoco prima delle 10:25 (240).
99. L'omissione della testimonianza stessa di Clarke, che afferma che ricevette la domanda d'autorizzazione al fuoco verso le 9:50 (240).
100. L'affermazione che Cheney non guadagnò il sotterraneo del CPOU (Centro Presidenziale Operativo d'Urgenza) prima delle 9:58 (241-44).
101. L'omissione di testimonianze multiple, tra cui quella di Norman Mineta (il ministro dei trasporti) alla Commissione stessa, che (il vicepresidente) Cheney si trovava nel CPOU prima delle 9:20 (241-44).
102. L'affermazione che l'autorizzazione ad abbattere un aereo civile doveva essere data dal Presidente (245).
103. L'omissione di relazioni secondo cui il Colonnello Marr diede l'ordine d’abbattere il volo UA93 e che il generale Winfield segnalò che lui e gli altri (ufficiali) alla NMCC s'aspettavano che un caccia raggiungesse il volo UA93 (252).
104. L'omissione di relazioni che indicano che vi erano due aerei caccia nel cielo ad alcuni chilometri da New York e tre soltanto a 320 chilometri di Washington (251).
105. L'omissione del fatto che esistevano almeno sei basi militari con caccia in stato d'allerta nella regione del nord-est degli Stati Uniti (257-58).
106. L'approvazione dell'affermazione del generale Myers che il NORAD aveva definito la sua missione in termini di difesa soltanto contro minacce dirette (verso gli Stati Uniti) dall'estero (258-62).
107. L'approvazione dell'affermazione del generale Myers che il NORAD non aveva previsto la possibilità che terroristi avrebbero potuto utilizzare aerei di linea deviati come missili (262-63).
108. Non aver messo in prospettiva il significato del fatto, presentato nella relazione stessa, o citato da altri fatti che provano che il NORAD aveva effettivamente previsto la minaccia posta da aerei di linea deviati d’essere utilizzati come missili (264- 67).
109. Non aver sondato le implicazioni della questione intesa ad accertare come le esercitazioni militari (“war games”) programmate quel giorno poterono influire sull'assenza di militari da intercettare gli aerei di linea deviati (268-69).
110. La mancata discussione sulla pertinenza possibile dell'Operazione Northwoods con gli attacchi dell'11 settembre (269-71).
111. L'affermazione (presentata per spiegare perché i soldati non ebbero l'informazione sugli aerei deviati tempestivamente per intercettarli) che il personale della FAA inspiegabilmente fallì a seguire le procedure standard circa 16 volte (155-56, 157, 179, 180, 181, 190, 191, 193, 194, 200, 202-03, 227, 237, 272-75).
112. La non citazione del fatto che l'indipendenza proclamata della Commissione di Indagine fu inevitabilmente compromessa dal fatto che Philip Zelikow, il suo direttore esecutivo, era praticamente un membro dell'Amministrazione Bush (7-9, 11-12, 282-84). (ndt: uno stretto collaboratore di Condoleeza Rice)
113. L'omissione del fatto che la Casa Bianca cercò di impedire la creazione della Commissione ufficiale d'Inchiesta sugli attacchi terroristici dell'11 settembre, quindi mise numerosi ostacoli sulla sua strada, come il fatto di concedergli un bilancio estremamente ristretto (283-85). (ndt: stimato circa a 15 milioni di dollari, quando il film “UA 93” di Paul Greengrass ne è costati 18, e “World Trade center” di Oliver Stone 4 VOLTE TANTO ossia 60 milioni di dollari; per quanto riguarda il primo punto, è stato necessario attendere 441 giorni perché questa Commissione fosse creata e Bush propose soltanto Kissinger come presidente... prima di ritirarsi sotto le critiche virulente dell’opinione pubblica).
114. La non citazione del fatto che il Presidente della Commissione, la maggior parte degli altri membri, e circa la metà del personale aveva seri conflitti d'interesse (285-90, 292-95).
115. La mancanza della Commissione, che si vantava che la presentazione della sua relazione finale fosse stata fatta “senza dissenso”, di citare che ciò non era possibile poichè Max Cleland, il membro più critico verso la Casa Bianca che affermò che non sarebbe stato “un complice del trattamento parziale delle informazioni” dovette dimettersi per accettare un posto alla banca Export-Import, e che la Casa Bianca trasmise la sua nomina dopo che era diventato molto diretto nelle sue critiche (290-291).
Terminerò precisando che ho concluso il mio studio di ciò che sono giunto a chiamare “la relazione di Kean-Zelikow” scrivendo questo: In conclusione, la relazione della Commissione d'inchiesta sull'11 settembre, lungi da cacciare i miei sospetti su una complicità ufficiale non servì che a confermarli. Perché i responsabili incaricati della redazione di questa relazione finale s'impegnano in tale impresa di frode, se non per tentare di coprire crimini molto grandi ? (291).
Tradotto da Marco M (www.pressante.com) / novembre 2006
Tratto dal sito www.pressante.com – Pubblicato su “Rinascita” del 10 ottobre 2006
Fonte: Articolo originale (francese) su voltairenet
Ripreso da: disinformazione.it
Ripreso da: www.ecplanet.com
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