mercoledì 5 novembre 2008

O.G.M. e pomodori viola


Ogm, pomodori viola e i grandi disinformatori di professione
Marcello Pamio - 3 novembre 2008

I Premier dei paesi dell’Unione Europea, cioè l’Unione oligarchica dei banchieri, sono impegnati a promuovere cibi geneticamente modificati e stanno preparando una campagna mediatica senza precedenti per diffondere culturalmente e colturalmente questi cibi in tutto il continente!

A rivelarlo è il quotidiano britannico Independent on Sunday, che ha pubblicato i verbali di una serie di incontri segreti tra i 27 rappresentanti dei governi.
Tali documenti dimostrano una serie di programmi per accelerare l’introduzione e l’accettazione degli OGM.
La stragrande maggioranza dei consumatori non vuole gli OGM, ma le lobbies agrosementiere (leggi lobbies del farmaco) si stanno prodigando per “servircele” in tavola.

Spendono miliardi di euro ogni anno per esperimenti sul campo e in laboratorio; milioni per corrompere funzionari e controllori; i soldi li usano anche per distruggere prestigiose carriere di tutti gli scienziati dissidenti, e pagare parcelle stratosferiche a famosi testimonial, ecc.
Perché darsi così da fare? Qual è il vero scopo?
Perché spendono e spandono per un prodotto che nessuno vuole?
Le miliardarie agenzie di P.R., pubbliche relazioni, vogliono farci credere che lo scopo è quello di sfamare i paesi poveri, sempre più alle prese con problematiche alimentari. Chi avrebbe il coraggio di denunciare cibi dagli scopi umanitari?

Vogliono anche farci credere che gli OGM forniranno in futuro farmaci anticancro direttamente nel piatto. Chi avrà il coraggio di denunciare cibi che ridurranno la moria di tumori?
Alla prima domanda si risponde velocemente: i paesi del terzo mondo vengono mantenuti artificialmente allo stato brado da secoli, dissanguati da guerre e genocidi (tutti finanziati dall’umanitario Occidente) per motivi geostrategici ed economici. Quindi gli OGM destinati a loro sono un insulto alla loro e alla nostra intelligenza! Ma vedremo che c’è dell’altro…
L'altra cosa da sapere è che gli OGM necessitano di particolari pesticidi, tutti brevettati dalle stesse lobbies delle sementi, che impoveriranno ulteriormente i già poveri contadini. Per non parlare dei semi transgenici detti “Terminator” (Monsanto-Pfizer), che sono programmati a morire dopo il raccolto, costringendo gli agricoltori a ricomperare ogni anno i semi e a pagare le royalty.

Esattamente quello che si sta verificando nell’Iraq “liberato”. I contadini iracheni stanno morendo non solo a causa delle radiazioni nucleari rilasciate nel terreno dalle armi non convenzionali usate dall’esercito statunitense, ma anche dalle restrizioni economiche provocate dai diritti che devono alla Monsanto. Nessuno ha il coraggio di denunciare questo ulteriore crimine, non di guerra, ma di pace!

Prima di rispondere alla domanda sull’utilizzo degli OGM per produrre farmaci è necessario capire perché rappresentano un pericolo per la società.
Per questo lavoro mi baserò sul recentissimo libro di Arpad Pusztai ("La sicurezza degli Ogm"), eminente studioso e autorità mondiale della biochimica, scritto assieme alla moglie, Susan Bardocz, biochimica e farmacologa.

La sua vicenda è emblematica ma esemplare: da santo difensore “molto entusiasta” - per usare le sue parole - della modificazione genetica si è trasformato in diavolo da sconfiggere e annientare con ogni mezzo.
Lo scienziato credeva in quello che stava sperimentando: ma cosa stava sperimentando?
Il suo primo errore è stato quello di “trovare” le prove che le patate geneticamente modificate che stava studiando, danneggiavano nei topi il sistema immunitario, il cervello, il fegato e i reni.

L’altro gravissimo errore, quello imperdonabile per il Sistema, è stato l’imprudenza di parlarne in televisione durante un programma. Sono cose che non si devono sapere!
Risultato immediato? Dopo quella intervista televisiva durata solo 180 secondi, cioè 3 minuti, la sua ricerca venne bloccata, il suo team sciolto, tutti i dati degli esperimenti confiscati e Arpad Pusztai costretto al prepensionamento dal prestigioso Rowett Research Institute di Aberdeen in Scozia. Stiamo parlando di uno massimi esperti mondiali di biochimica con circa 270 pubblicazioni scientifiche a suo nome.
Oggi come ieri, l’inquisizione non guarda in faccia nessuno.

Tutto questo per aver scoperto e dimostrato che l’alimentazione animale con piante geneticamente modificate provoca serissimi problemi alla salute.
Veniamo ora al tema centrale di questo articolo e cerchiamo di capire se gli alimenti transgenici possono essere un pericolo per la salute umana? Per quella degli animali abbiamo visto che lo sono.
L’handicap della modificazione genetica riguarda il determinismo genetico.
Ecco un esempio pratico:
“Quando venne modificato il tabacco affinché producesse un certo composto chimico, i ricercatori ottennero non il tabacco che si aspettavano, ma un altro tipo, che produceva un veleno non presente nella pianta naturale”.
[1]

Questi errori, che accadono costantemente in genetica, sono gravissimi e dimostrano la nostra totale ignoranza nei meccanismi che governano i geni e il DNA. Ma l’uomo con il camice bianco, lo sciamano con le provette, si è sostituto a Dio nella manipolazione della Natura.
L’altro punto oscuro è l’incorporazione, cioè l’inserimento fisico dei transgeni nelle piante e/o animali. Uno dei metodi utilizzato si chiama “Metodo del Cannone”. La superficie di particelle di oro o tungsteno viene ricoperta di DNA in cui è presente il transgene. Queste particelle vengono accelerate e letteralmente “sparate” dentro la cellula.
Ma dove si vanno a collocare questi geni “sparati”? Nessuno lo sa con precisione, anche se biotecnologi si sgolano nel dire che si tratta di una metodologia sicura.

Il determinismo genetico
L’errore forse più grande si chiama “determinismo genetico”. Il punto di partenza della grande Scienza genetica è totalmente errato.
La teoria della genetica classica sostiene da decenni che ciascun gene determina un’unica proteina.
Quindi
à UN GENE = UNA PROTEINA

Il discorso è semplicissimo.
Basandosi su questo assioma i genetisti ortodossi portano avanti la strampalata ipotesi di poter estrarre dal genoma di un dato organismo il gene che codifica una specifica proteina (per esempio la proteina del freddo in un pesce del Mare del Nord). Di impiantare questo gene in un altro organismo (pianta o animale che sia) per produrre la medesima proteina (fragola che resiste al freddo) che fabbricava nell’organismo donatore. Questo in via teorica, ma nella realtà non è assolutamente così!
Nell’uomo si conoscono circa 100 mila proteine diverse, per cui i genetisti si aspettavano di trovare 100 mila geni (1 gene = 1 proteina). Ma quando l’enorme e dispendioso lavoro (miliardi di dollari) di mappatura genetica - chiamato Progetto Genoma Umano - è stato terminato, si sono contati solo 30 mila geni!

[ 30.000 GENI ≠ 100.000 PROTEINE ]
???

Questo significa, con il rammarico della genetica e la soddisfazione dell’epigenetica, che ogni gene può codificare diverse proteine e non una sola.

[ 1 GENE à (codifica) 1,2 o anche 3 PROTEINE ]

Un tale numero di geni, non riusciva a spiegare, in base al fallimentare determinismo genetico classico, l’esistenza di tante proteine.
Prima abbiamo parlato dell’incorporazione, ma anche quando il gene entra nel genoma di una cellula ricevente, possono verificarsi dei cambiamenti drastici e pericolosi. Il docente dell’Istituto di Patologia molecolare londinese, Michael Antoniou avverte che la tecnica d’inserimento geni: «…può trasformare il genoma dell’organismo ricevente, con conseguenze che non possono essere calcolate a priori»
[2]

Perfino Marcia Vincent, portavoce della Monsanto Corp. riconosce la possibilità che si verifichi una riorganizzazione genetica intorno al punto d’inserimento del gene estraneo o esogeno.
Con le attuali conoscenze è impossibile predire dove andrà a collocarsi il gene esogeno del genoma dell’organismo che lo riceverà. Il punto cruciale è che a seconda del punto esatto di inserimento il transgene può causare errori nel funzionamento di numerosi altri geni!
Ecco l’indeterminismo della genetica.
In pratica la genetica molecolare è lontana anni luce da quella che si può definire vera e propria Scienza, ma nonostante questo, si continua a parlare di OGM, di organismi transgenici e dei loro benefici per l’umanità e la salute umana.

Malattie tumorali e altre malattie
Il Promotore del virus del mosaico del cavolfiore, la cui sigla è CaMV 35S, è un virus usato dai genetisti per via della sua capacità di indurre la cellula a produrre infinite copie di se stessa e del frammento di DNA inserito nel suo genoma, modificando così le istruzioni originali della cellula.
Nelle cellule endoteliali, il CaMV 35S può riattivare non soltanto geni virali e latenti, ma anche altri geni.
In parole semplici: sapete quali implicazioni ha tutto ciò?

Secondo il patologo dell’Università di Aberdeen, Stanley Ewen, nell’intestino umano i transgeni possono causare uno sviluppo incontrollabile il quale, alla lunga, potrebbe condurre allo sviluppo del tumore al colon.[3]
Oggi i biotecnologi per produrre le piante GM utilizzano spesso proprio il promotore CaMV 35S…
Si parla tanto di pomodori transgenici anticancro e qualcuno denuncia che gli stessi transgeni possono indurre il cancro? C’è qualcosa che non torna
Ma allora cosa succede quando mangiamo piante GM?

State tranquilli che non ci sono problemi per l’essere umano: la digestione degrada il DNA transgenico, e che anche se il transgene superasse tale barriera, non potrebbe trasferirsi nei batteri intestinali. Questo è quello che ci dicono…
Purtroppo la realtà, come spesso accade, è molto diversa: “il DNA non si degrada completamente attraversando i succhi gastrici e il consumo di un solo pasto a base per esempio di soia GM è sufficiente per trasferire i geni dal cibo ai batteri”.
[4]
Un solo pasto a base di OGM è in grado di trasferire a livello batterico intestinale DNA estraneo con le conseguenze e/o modifiche genetiche che nessuno può lontanamente immaginare.
“Le allergie delle piante GM è minima”, ricorda sempre la voce del padrone.
Peccato che “dal momento dell’introduzione della soia GM l’allergia a tale alimento è cresciuta del 50%”[5]. Alla faccia del “minimo”: l’allergia è raddoppiata!

Il pomodoro viola e altri cibi-farmaco
Finalmente arriva in tavola il pomodoro viola dalle proprietà anti-cancro.
A tale importante e fondamentale studio (Progetto Flora, un nome un programma!) ha partecipato anche l’Istituto Europeo di oncologia dell’oncologo Umberto Veronesi, dove lavora assieme alla figlia Giulia.
Si tratta di un pomodoro a cui sono stati impiantati - nel modo scientifico visto sopra - i geni del fiore “Bocca di Leone”. Questa succosa prelibatezza da color violaceo sarebbe in grado di produrre molte più antocianine, cioè un pigmento (colorante) idrosolubile della famiglia dei flavonoidi. Un semplice antiossidante.

«Sappiamo da tempo – c’illumina il Veronesi - che il cibo è responsabile di un’ampia quota di tumori e che alcuni alimenti come frutta e verdura hanno un valore protettivo»[6]
Verissimo, lo diceva oltre 2500 anni fa il Padre della medicina moderna: Ippocrate di Cos.
Padre che molti medici oggi hanno rinnegato.
«In futuro – continua l’Umberto - la conoscenza del genoma delle piante ci permetterà di individuare meglio veri cibi anti cancro. L
a genetica applicata alla produzione alimentare è una delle aree in cui la ricerca scientifica può migliorare la nostra vita. È uno degli strumenti offerti dalla conoscenza del Dna e con cui possiamo combattere le grandi piaghe del pianeta: fame, malattie tumorali o cardiache».

Siccome la mappatura del genoma umano è stata un totale fallimento della genetica classica - forse uno dei più bei autogol mai visti - oggi stanno dirottando la ricerca, i nostri soldi, alla scoperta del genoma delle piante. Il tutto ovviamente per il nostro bene e il nostro palato.
Lo ricorda benissimo Veronesi: con “la genetica applicata alla produzione alimentare (…) possiamo sconfiggere: fame, malattie tumorali o cardiache”. Chi avrà il coraggio di mettere i bastoni tra le ruote a simili ricerche?

Perché allora gli OGM?
Lo scienziato Arpad Pusztai ha dimostrato in maniera inconfutabile che gli OGM fanno ammalare gli animali in maniera molto grave. E nell’uomo?
Come mai sono stati tolti dal commercio prodotti che ricerche in laboratorio hanno dimostrato essere pericolosi, mentre gli OGM ce li vogliono far mangiare anche contro la nostra volontà?
Forse vogliono farci ammalare?
Abbiamo visto che il DNA transgenico è in grado di superare la barriera gastrica e di giungere nell’intestino, dove mescolandosi con i batteri che vivono al nostro interno, potrebbe indurre proprio quel cancro che i pomodori viola dovrebbero prevenire o curare!

Le persone ammalate o sempre malaticce, dipendenti da medici e farmaci di qualsiasi genere e sorta, non sono veramente libere, e quindi facilmente manipolabili e controllabili, rispetto ad una persona totalmente sana e forte.
Gli oncologi vedono di buon occhio gli alimenti transgenici: i cibi anticancro.
Se questi cibi effettivamente riducessero il cancro che lavoro andranno a fare gli oncologi?
Un Umberto Veronesi o un Umberto Tirelli e le loro rispettive istituzioni miliardarie (l’Istituto europeo di oncologia di Milano e l’Istituto di oncologia di Aviano) cosa faranno se il cancro, domani, grazie al pomodoro viola, sparisse?

Solo le coscienze di coloro che propagandano mediaticamente certa spazzatura alimentare lo sanno.
Dico forse!
E’ sottinteso che non può esistere un cibo anticancro (questo gli esperti non possono non saperlo), perché il cancro è un disagio che comprende tutto l’Essere umano nella sua completezza e interezza.
Non solo il corpo fisico, perché se fosse solo così, invece dell’assurdo quanto ridicolo pomodoro viola basterebbe aumentare la dose di Vitamina C (acido ascorbico) o di frutta fresca di stagione.

Perché gli oncologi invece di consigliare gli antiossidanti contenuti in un pomodoro creato in laboratorio, con tutti i rischi che la manipolazione genetica comporta, non consigliano dosi quotidiane di Vitamina C (acido ascorbico) o di Sodio Ascorbato o di Ascorbato di Potassio?
Forse perché i risultati non tarderebbero a manifestarsi?

La fine della scienza
Quando si accorgeranno che anche la mappatura del genoma delle piante condurrà nel medesimo binario morto, dirotteranno i nostri soldi e la ricerca (tanto le persone non si ricorderanno) verso lo studio, che ne so, del “Riccio di mare”. Perché, dovete sapere, che il riccio è immune dal cancro.
I grandi geni, allora, partoriranno in provetta il primo “pomodoro spinato”, che se ti punge mentre lo lavi, ben venga, perché i suoi aculei inietteranno nel sangue una sostanza anti-tumorale...

A quel punto partiranno le campagne di PR con il loro prezzolati testimonial, cioè quei personaggi illustri e altamente considerati dalle masse (scienziati, oncologi, uomini dello spettacolo, ecc.) pagati profumatamente per andare in televisione a decantare le proprietà curative del “pomoricci” o a farsi fotografare mentre lo mangiano, o mentre si puliscono in denti a fine pranzo con uno degli aculei.
Quando verrà scoperto che il “pomoricci” è l’ennesima bufala mediatica creata ad arte dalle lobbies per occupare il cervello delle persone e distogliere l’attenzione dal problema vero (il cancro), se ne inventeranno un altro, e un altro ancora.
La storia lo insegna alla perfezione, e nel frattempo, le persone continuano a morire…e continuano a sperare nel medicamento o nell’ortaggio miracolosi.

"La sicurezza degli Ogm", Arpad Pusztai e Susan Bardocz

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[1] “La sicurezza degli ogm”, Arpad Pusztai e Susan Bardocz, ed. Edilibri
[2] Idem, pag. 71
[3] Ewen S.w.B, Pusztai, Lancet 16 ottobre 1999, vol. 354, pp. 1353-1354
[4] “La sicurezza degli ogm”, Arpad Pusztai e Susan Bardocz, ed. Edilibri, pag. 92
[5] Idem, pg. 93
[6] “E’ solo l’inizio. Basta con i pregiudizi”, Umberto Veronesi


Fonte: www.disinformazione.it

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martedì 28 ottobre 2008

La Grande crisi del 2008: ciò che la gente non sa


di Fabrizio Zampieri, economista ed analista finanziario
fabrifinanz@hotmail.com – 27 ottobre 2008

Stiamo subendo da circa un anno e mezzo una crisi economica e finanziaria che non ha avuto eguali per dimensioni e diffusione prima d'ora. E tutti sono convinti abbia avuto origine negli Stati Uniti e dagli States sia poi giunta al resto del mondo. Ebbene tale disastro è nato in Gran Bretagna, nella City e, nello specifico, all'interno di numerose società di ingegneria finanziaria. Dobbiamo tener presente che il 90% dei prodotti finanziari, buoni ma soprattutto non buoni, viene studiato e progettato presso queste società finanziarie/bancarie.
In questo caso, la causa dei principali mali del mondo è rappresentata dai cosiddetti strumenti derivati, denominati CDO e CDS.

Tali strumenti non sono altro che mutui immobiliari "impacchettati" e trasformati in obbligazioni. Quindi, grazie a questa operazione di "cartolarizzazione" (trasformare in carta un mutuo) tutte le principali Banche hanno potuto vendere a chiunque e all'esterno i debiti immobiliari dei loro clienti. Naturalmente il vantaggio delle Banche stava proprio nel fatto che potevano ottenere ulteriori profitti da queste obbligazioni strutturate: infatti, chi acquistava un'obbligazione garantita da un mutuo immobiliare prestava una certa quantità di denaro per un certo periodo di tempo ricevendo un interesse, garantito dai pagamenti rateali di chi aveva realmente sottoscritto il mutuo.
Si parla anche di mutuo "subprime"per indicare che questo è effettivamente un mutuo a rischio, detto in termini tecnici NINJA (No Income, No Job or Asset = Nessun Reddito, Nessun Lavoro stabile o Garanzia Finanziaria).

Praticamente, il circuito partiva dalle Società di ingegneria finanziaria che progettavano il prodotto, proseguiva poi con le Banche Commerciali (quelle che erogavano i mutui ai clienti) che impacchettavano i mutui e vendevano le obbligazioni alle Banche d'Affari o le collocavano direttamente sul mercato. In questo modo si creava una sorta di circolo vizioso con l'entrata di continua liquidità derivante dalla vendita delle obbligazioni strutturate, liquidità utilizzata per sostenere richieste di nuovi mutui e finanziamenti, e nuovamente per emettere altre obbligazioni strutturate.

Iniziata con gli Stati Uniti (a parte la progettazione avvenuta nella city di Londra) questa prassi è divenuta comune sia in Asia che in Europa tantoché pochissime Banche, anche europee, sono immuni da questo fenomeno.
E questo giochetto, che ha portato enormi profitti "facili" nelle casse delle Banche è andato avanti per anni, sostenuto anche dal continuo sviluppo del mercato immobiliare americano, con aumenti costanti del numero delle case costruite (esiste anche un indice economico basato sul numero dei nuovi cantieri) ed ovviamente con gli aumenti dei prezzi. Ciò ha portato inesorabilmente alla creazione di una bolla speculativa, che è esplosa, negli Stati Uniti, circa un paio d'anni fa, causando insolvenze, mancati pagamenti e rimborsi parziali delle rate dei mutui di massa. Ricordiamo che in America i mutui vengono, almeno venivano concessi ai cittadini con richiesta di minime garanzie e per importi del 100-130% dell'immobile oggetto del mutuo.

Si è assistito quindi al blocco dell'aumento del prezzo delle case e successivamente al suo crollo, non ancora terminato.
Immaginate ora cosa può essere successo dal lato delle note obbligazioni legate ai mutui subprime: chiunque detenesse nel proprio portafoglio questi titoli ha iniziato a venderli precipitosamente, ma con difficoltà perché ormai erano privi di garanzie (i clienti non pagavano più le rate), i prezzi erano scesi profondamente, e le quotazioni furono sospese.
A seguito di questa crisi, diverse Banche americane dichiararono fallimento o pesanti insolvenze (Lehman Brothers, Merril Lynch, AIG, Fannie Mae, Freddie Mac, Mutual Washington, ecc...), costringendo il Governo e la Fed (Banca Centrale Americana) ad interventi di sostegno e salvataggio mediante enormi iniezioni di liquidità.

E veniamo all'ultimo atto, ovvero all'approvazione da parte dell'Amministrazione Bush, naturalmente in collaborazione con la Fed , del pacchetto di misure d'emergenza mediante la costituzione di un mega fondo pubblico da 700 miliardi di dollari (si stima però che il vero "buco" si attesti intorno ai 1.500 miliardi di dollari), che avrà la funzione di raccogliere, per il prossimo biennio, questi titoli finanziari "tossici", ormai privi di mercato e detenuti dalle Banche Usa. L'obiettivo è senz'altro quello tentare di stabilizzare i mercati finanziari, dai quali poi dipende la sorte di tutti gli altri settori economici.

Ora gli effetti, come sempre, partendo dagli Usa stanno arrivando anche in Europa dove molte Banche hanno acquistato e rivenduto ad altre Banche, Sim, Gruppi Assicurativi, Fondi Pensione, Amministrazioni Pubbliche (Stati, Regioni, Province e Comuni), Gruppi Industriali, le obbligazioni strutturate sui mutui subprime. Immaginiamo quali potranno essere le conseguenze dell'azzeramento di valore di queste obbligazioni per i Fondi Pensione o per le Amministrazioni Pubbliche, e quindi per la collettività, che le detengono nel proprio portafoglio...
In Europa, però, non c'è ancora alcun accordo su un eventuale piano di salvataggio comune.

Anche l'Italia non è immune da tale situazione negativa ed i principali Gruppi Bancari (Unicredit, e prossimamente anche Intesa ed MPS) iniziano ora a far uscire comunicati stampa con i quali si dichiarano notevoli difficoltà finanziarie legate al possesso e alle perdite causate da questi titoli (obbligazioni strutturate e derivati). E' proprio di questi giorni l'annuncio dell'Amministratore Delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, relativo ad un prossimo aumento del capitale sociale della Banca necessario per far fronte a tali problematiche. E pensare che lo stesso Profumo, fino a pochi mesi fa, intervistato, continuava ad affermare che era tutto sotto controllo, i fondamentali erano più che buoni e la Banca da lui condotta non aveva certo da temere nulla (forse non aveva detto tutta la verità); nel frattempo il valore del titolo ha perso oltre il 50%.

E questa possiamo definirla la cronaca della nascita e sviluppo della nuova crisi finanziaria del 2008.
Ma, al di là della mera e tecnica cronistoria, mi sembrano doverose alcune considerazioni, alle quali vorrei lasciare la risposta ai lettori:

- è giusto che il conto di tale disastro finanziario sia poi pagato dai cittadini?;

- è giusto che la maggioranza della Comunità ripiani il conto salato causato da una minoranza di avidi, ricchi, egoisti, imbroglioni, bugiardi e ladri?;

- è giusto che i veri autori di tale "truffa" finanziaria legalizzata (i nomi sono sempre quelli delle principali Banche d' Affari Usa e delle Banche Commerciali loro complici americane, asiatiche ed europee), alla fine escano impuniti con il benestare delle principali Autorità Governative e di Controllo?;

- è giusto che gli amministratori di queste note Banche d' Affari e Commerciali, dopo aver causato un tale dissesto mondiale, semplicemente si dimettano dalle loro cariche e se ne escano con liquidazioni di 30-40-60 milioni di dollari ciascuno?;

- è giusto che all'interno delle più alte cariche governative e degli organi di controllo siedano personaggi provenienti da queste famigerate Banche d' Affari? (l'esempio emblematico è il caso di Henry Paulson, Ministro del tesoro Usa, con patrimonio personale stimato intorno ai 700 milioni di dollari e, guarda caso, proveniente da Goldman Sachs; ma ricordiamo anche Mario Draghi, oggi Governatore di Banca d'Italia, proveniente dalla stessa Banca d'Affari, e lo stesso Romano Prodi, ex Primo Ministro del Governo Italiano e proveniente sempre dalla stessa Banca...);

- è giusto che le società di Rating, che dovrebbero essere degli Enti imparziali e super partes, ma che invece sono in collusione con queste Banche d'Affari, applichino giudizi e punteggi positivi a queste obbligazioni e a quelle delle Banche amiche pur non avendone i requisiti? (ricordiamo che le obbligazioni di Lehman Brothers avevano AAA, ovvero il massimo punteggio di affidabilità e, nella sola Italia, i risparmiatori truffati possessori di tali titoli si stima siano oltre 300.000).

Inoltre, un nuovo pericolo è all'orizzonte sul sistema finanziario Usa, e successivamente in Europa: il rischio fallimenti relativamente ai rimborsi legati alle carte di credito.

E' infatti sempre maggiore il numero di clienti che non riescono a far più fronte ai pagamenti, in un'unica soluzione e rateali, sulle carte di credito. E forse non tutti sono a conoscenza che, nei giorni scorsi, mentre al Congresso Usa si votava il piano di salvataggio di Paulson, è stata approvata, sempre dal Congresso, una Legge a favore dei detentori di carte di credito, in difficoltà nei pagamenti, che impedisca alle Compagnie Finanziarie e assicuratrice di alzare indiscriminatamente gli interessi retroattivamente, senza preavvisare la clientela. Dopo le segnalazioni di migliaia di clienti, la stessa Federal Reserve ha dovuto ammettere che queste rappresentano pratiche "ingannevoli".

Ed i numeri di tale fenomeno non sono per niente incoraggianti: nel solo 2007 ed inizi 2008 il tasso delle insolvenze è aumentato in maniera vertiginosa e si stima che circa 2.5 milioni di cittadini rischiano il fallimento personale.

Fonte: www.disinformazione.it

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mercoledì 8 ottobre 2008

Controllo totale di un PC a distanza!


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mercoledì 1 ottobre 2008

Divertente!


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martedì 30 settembre 2008

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